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giovedì 15 maggio 2008

5/5

Dato che ho scritto delle mini e pieghevoli recensioni dando anche degli sconclusionati voti, forse è meglio chiarire a quali film può corrispondere un 5/5. Non è facile catalogare, però corrisponde ad alcuni dei miei film preferiti.
Alcuni dovrei rivederli, negli anni i gusti cambiano, riduco ai minimi termini la lista proprio per non sgarrare rispetto ai miei gusti di "film perfetto".

Full Metal Jacket
C' era Una Volta in America
Million Dollar Baby
Quei Bravi Ragazzi
Il Padrino
Il Padrino Parte II
Qualcuno Volò sul Nido Del Cuculo

Nessun dubbio per 6 di questi 7. Qualche dubbio per Million Dollar Baby in realtà.
Rimane che Eastwood è probabilmente il regista americano che ha collezionato più capolavori in serie negli ultimi anni, che mi sono piaciuti tutti parecchio (eccezion fatta per "Flags") e che uno dei suoi mi sentivo quasi in dovere di metterlo.
Rimane il fatto che un film da 5/5 è un film in cui alla fine mi ritrovo completamente senza parole, senza nulla da contestare (quasi impossibile) e che ha riempito a pieno la mia contorta mente e il mio contorto spirito per tutta la sua durata.

domenica 4 maggio 2008

Uno sguardo allo schermo

Eh sì, un po' in ritardo, ma ultimamente ho visto davvero pochi film recenti anche perchè c'è la solita piatta post-oscar.
Due titoli dell' ultimo mese mi hanno colpito davvero parecchio...



SHINE A LIGHT. Film-concerto di Martin Scorsese sui Rolling Stones. Non avevo idea se mi sarebbe piaciuto o meno, ma ma... Davanti alla forza degli Stones ed al modo di riprendere un loro concerto (dal tour di "A bigger bang") del maestro della cinepresa... Beh, sono rimasto letteralmente estasiato! Funziona tutto a meraviglia in questo rockumentario, oltre alla musica l' idea di interrompere il concerto con vecchie interviste dei nostri è davvero efficace; Mike Jagger e Keith Richards in botta perenne si divertono a prendere per il culo i giornalisti con le loro risposte sermoniche che fanno ridere più di molte commedie! Un live degli Stones è il rock, anche se hanno 65 anni e se musicalmente non sono certo dei fenomeni. Passione che scorre a fiumi tra le rughe dei nostri che sembrano aver stipulato davvero un patto di eterna vita col diavolo; d' altronde non sembra che gli anni e gli eccessi li abbiano minimamente scalfiti. Sono presenti anche ospiti d' onore come un Jack White un po' impacciato, ma soprattutto come Buddy Guy e Christina Aguilera che rinverdiscono alcuni dei pezzi meno famosi. Per brani come "Brown sugar", "Sympathy for the devil", "Jumpin Jack Flash" o "Start me up" non credo occorrano presentazioni invece. Non potevo aspettarmi di più, consigliato a chiunque non conosca il significato della parola rock e voglia passare due ore di bellissimo intrattenimento.
I Rolling Stones non sono leggende ma esseri viventi, questo ha dell' incredibile, fidatevi... Voto 4/5!

JUNO. Un annetto fa tutti mi avevano parlato benissimo di "Little miss sunshine", lo guardai e mi cascarono le braccia (per non dire qualcos' altro). Juno è la commedia di cui avevo sentito parlare tantissimo da mesi. Racconta di una ragazza 16enne che erroneamente rimane in cinta dopo aver fatto l' amore per la prima volta col suo ragazzo. La protagonista è a dir poco... magnifica, come il film d' altra parte. Una di quelle commedie che ti lasciano un sorriso stampato in faccia dall' inizio alla fine, con tanti personaggi a suscitare tenerezza. Impossibile non farsi coinvolgere dalla sfrontatezza della protagonista che non teme nessun giudizio altrui nonostante un pancione in netto contrasto coi suoi abiti da teenager. Impossibile non provare simpatia per il padre e la matrigna di Juno, per il suo sfigatissimo ragazzo, per il futuro padre del bambino. Juno decide infatti di non abortire e di dare in adozione il nascituro ad una coppia che non può averne... per il resto, guardatevi il film. Kimya Dawson inoltre confeziona una delle colonne sonore più appropriate che abbia mai sentito, con le illustri collaborazioni di Belle & Sebastian e Cat Power, e gli illustri ripescaggi di Kinks, Velvet Underground, Sonic Youth e Mott The Hopple. Un inno al sorriso ed alla razionale spensieratezza di chi non è ancora adulto, in una parola sola: stupendo.
Oscar 2008 per la sceneggiatura originale (scritta da una ex pornostar).
Voto 4/5!

SHOOT' EM UP - SPARA O MUORI. Sarà uno splatter, sarà fatto apposta così vergognosamente trash ma dopo mezz' ora di questo film me ne sarei uscito dalla sala. A mio insindacabile giudizio: inguardabile. Eh sì che Clive Owen non è il primo attore preso a caso, eh sì che Monica Bellucci con la sua magnifica recitazione potrebbe fare solo film come questo... Ma non mi capitava di avere una tale delusione al cinema dai tempi di Anni 90 (Parte II). Voto 1/5!

venerdì 25 aprile 2008

CoNfUsIoNe

L' immagine più recente è quella di Torino stracolma di gente.
L' immagine più recente è quella.
Quella meno recente è di uno stato mentale in cui regna sovrana la confusione ed in cui è difficile districarsi.
Difficile capire quale pensiero è buono, quale pensiero è giusto, cosa sarebbe giusto.
Tante idee, ma proprio tante, non poche.
Alcune fattibili, altre meno attuabili, altre che si attueranno.
Per la maggior parte è un "si vedrà"...
Bisognerebbe fare questo, dovrei far questo, mi sono dimenticato di far quello.
Sarebbe utile capire le priorità per il proprio benessere psico-fisico, non è facile.
Non è facile quando senti di aver poche certezze, di avere qualche piccola base ma nulla in confronto a quello che desidereresti.

Avresti bisogno di una quantità di evasione non pari alle possibilità temporali.
Hai già dell' evasione ma sai che non è sufficiente, che ti va bene perchè molte volte te la fai andare bene, ma non perchè sia... utile.
In un weekend come questo me ne andrei volentieri un giorno al mare, avrei dovuto essere ad un matrimonio ma mi sono clamorosamente tirato indietro viste le premesse.
Sì, indietro.
E intanto per il resto si va avanti...
Aspettando, riflettendo, aspettando.
Aspettando soprattutto.
Ha funzionato tante volte aspettare, perchè non dovrebbe funzionare questa volta?!

Nell' attesa e nella ricerca dell' evasione ho visto, come al solito, una buona quantità di film recentemente e ho letto, non come al solito, un discreto numero di libri.
Per quanto riguarda i film ne ho visti due e mezzo di pregevole fattura, ma ne parlerò meglio in un post apposito. Per quanto riguarda i libri sto esplorando l' universo letterario contemporaneo, italiano e straniero. Son passato per Benni, Baricco, Ammaniti, Hornby, Coe e ora De Carlo. Sì, Andrea De Carlo.
Leggere "Due di due" a 25 anni fa un certo effetto. E' come fare un salto temporale a ritroso, è come rivedersi al liceo, è strano... Ma è una lettura che non mi poteva mancare, il libro scorre via facile, mi sta piacendo, Guido Laremi è un personaggio che ho cercato di incanalare in tanti miei ex compagni di classe o amici, ma fugge sempre da tutti loro. Guido Laremi è l' amico immaginario? Guido Laremi è quello che non sei tu ma che vorresti essere e che potenzialmente ti sentiresti di essere. Ma, ma ti manca qualcosa. Fondamentalmente non sei Guido Laremi e non lo sarai mai.
Tra tutto quello che ho letto, i libri che più mi son piaciuti e in cui più mi son ritrovato sono senza dubbio "Alta fedeltà" di Nick Hornby e "La casa del sonno" di Jonathan Coe. Li consiglio a chiunque, sono molto piacevoli anche se i personaggi sono tutti sullo sfigato andante è impossibile che non ti strappino sorrisi e tenerezza. E le storie raccontate sono senz' altro all' altezza dei personaggi.

Per il resto, confusione, eh sì...
Ma va bene così.

mercoledì 26 marzo 2008

Uno sguardo allo schermo



IRINA PALM. Premetto che si tratta di un film lento, drammatico, non una commediola come dal trailer poteva sembrare. Nonna di un nipote in fin di vita che deve subire un costoso intervento, Irina Palm si cerca un lavoro per poter ragranellare tanti soldi. E' una donna che nella vita non ha mai saputo far niente, le amiche la prendono in giro per questo... Lei riesce comunque a trovare un lavoro, seppur un po' particolare; non è un lavoro propriamente gratificante, ma per la prima volta nella sua vita scopre di aver talento per qualcosa. Nonostante la lentezza ed una trama riassumibile in 10 minuti, questo è un bel film, godibile, molto nebuloso per un' ora abbaondante quando rappresenta la difficoltà della protagonista alle prese col nuovo lavoro e in generale con la vita. Verso la fine si schiarisce e riesce anche a strappare più di un sorriso... Irina Palm (interpretata dalla cantante Marianne Faithfull) avrà la sua rivincita.
Voto... 3/5!

I PADRONI DELLA NOTTE. Di questi tempi va di moda narrare la storia di due fratelli (Onora il padre e la madre, Sogni e delitti). In questo film uno è poliziotto (Mark Wahlberg), l' altro dirige uno dei locale più cool ma anche più mafiosi di Brooklyn (Joaquin Phoenix). Loro padre è il capo supremo della Polizia (Robert Duvall), uomo onesto e molto rispettato. Padre e figlio indagano sul traffico di droga che gravita proprio attorno al locale e vengono presto a collidere con l' interesse del loro parente stretto che inizialmente non vuole saperne di dargli retta. Una serie di vicissitudini porteranno poi i due fratelli a ricompattarsi e a combattere la mafia russa che domina nella città sul finire degli '80. In due ore di film succede veramente di tutto, sono pochissime le scene girate di giorno, il film parte alla stra-grande (con una gnocchissima Eva Mendes in risalto) e piano piano si stabilizza. Non rallenta mai troppo, ma in alcuni frangenti sembra cadere nel retorico e nell' evitabile. Phoenix è in buona forma, Wahlberg un po' meno, Duvall insegna recitazione ai due ragazzi. E' un film comunque piacevole che piacerà sicuramente a chi ama sceneggiature intrecciate e con colpi di scena.
Voto... 3/5!

ONORA IL PADRE E LA MADRE. Avevo sentito parlare benissimo di questo film e, come al solito, tanta attesa porta ad un po' di delusione. Mi aspettavo il film dell' anno, mi sono trovato di fronte ad un film fatto bene ma che non mi ha preso completamente. Sostanzialmente è un film che racconta in maniera esasperata la morte dei valori morali della società odierna e, giustamente, è un regista 84enne (Sidney Lumet) a mettere in risalto il tutto. Andrew (Phillip Seymour Hoffman) ed Hank (Ethan Hawke) sono fratelli che, alla ricerca di denaro, decidono di svaligiare la gioielleria dei genitori. Tutti e due hanno dei problemi, Andy è il maggiore, ha una buona carriera lavorativa ma è coicanomane ed eroinomane; Hank ha debiti ovunque, non ha i soldi per pagare l' affitto e gli alimenti alla ex-moglie. Il primo ha un carattere in apparenza forte e deciso, il secondo è molto ansioso ed insicuro. Entrambi hanno rapporti sessuali con la stessa donna che è anche la moglie di Andrew (Marisa Tomei). Il film rivive di flashback e flashforward attorno alla rapina della gioielleria che, ovviamente, non finirà come architetttato.
Le prove attoriali sono da oscar, Phillip Seymour Hoffman si dimostra film dopo film uno degli attori migliori di Hollywood, Hawke è bravo come sempre, la Tomei splendida per i suoi 44anni, Albert Finney (Charles, il padre) è uno di quegli attori vecchia scuola che riescono a vivere di luce propria nonostante il confronto con attori più giovani. Il mio giudizio è positivo proprio per gli attori e per il tema dolente ma importante che il regista affronta... Ma sicuramente mi sarei aspettato un film con più mordente, invece ha un ritmo alquanto lento non proprio consono alle follie ed alle esaspazioni della vita moderna.
Voto... 3,5/5!

martedì 11 marzo 2008

Uno sguardo in pillole allo schermo

Aspettavo di vedere alcune recenti uscite cinematografiche per commentarle ma alla fine alcune devo ancora vederle, perciò anticipo il tutto...
Nei precedenti post ho voluto riassumere i miei film preferiti dell' epoca moderna anche per una sorta di ordine mentale che la mia conoscenza confusionaria del cinema ogni tanto richiede. Credo sia un concetto un po' astratto e inspiegabile per chi come me non ama catalogare o classificare le cose, ma la mia "Hornbietà" è una malattia che mi ha colto da piccolo... Cinema, musica, libri, sport... Se potessi parlerei spesso e volentieri solo in base a classifiche...



NON é UN PAESE PER VECCHI. Su questo film ho sentito di tutto, "è una schifezza", "non si meritava 4 oscar", "uno dei più brutti dei Coen". Beh, per me è senza dubbio il film più bello visto in questo 2008 e probabilmente anche il più bello di tutta la stagione cinematografica. Ambientato negli States al confine col Messico dove a farla da padrone è una terra arida e desolata. E' una rappresentazione allegorica del sogno americano infranto, fatto a pezzi da una valigietta piena di soldi. Non c'è giustizia a governare la storia del film, il killer interpretato da uno strepitoso Javier Bardem (vedi foto) diventerà sicuramente una delle figure più popolari del cinema moderno... Caschetto imbarazzante, mischia in maniera incredibile crudeltà e comicità... E' un film violento, molto violento. Alcuni dialoghi non hanno apparentemente un senso, ma sono strabilianti. Alcune scene sono rappresentate con tecniche registiche da veri maestri (vedi quella in cui il cowboy Josh Brolin sente arrivare fuori dalla porta il killer) e fanno crescere la tensione all' inverosimile. E' un film con una profonda morale, con tre attori bravissimi (Brolin, Bardem, Tommy Lee Jones) che caratterizzano tre figure precise e distinte, con uno sfondo fotografico strabiliante, con il ghigno malefico di altri film dei registi. Si ride, ci si spaventa, si riflette, si ammira la bravura. Non saprei cosa chiedere di più ad un film... 4/5!
SOGNI E DELITTI. Woody Allen non sfonda come in Match Point. Seppur Farrell e McGregor siano davvero bravi, questa sorta di noir non mi ha colpito come il primo film della trilogia londinese (il secondo è Scoop che non ho visto). Due fratelli un po' squilibrati si comprano una barca (Cassandra) che rappresenterà il loro sogno: il denaro. Purtroppo tutti e due diventeranno schiavi di questo sogno, non riuscendo a liberarsi dai loro demoni ed arrivando ad uccidere per questo. E' un film in cui c'è poca speranza, in cui Allen dimentica completamente il riso per rappresentare una realtà londinese davvero amara... 2,5/5!
CONTROL. THE LIFE OF IAN CURTIS. La storia del cantante dei Joy Division, morto suicida a 23 anni. Come il loro brano "Atmosphere" riesca a creare un' atmosfera plumbea, questo film fa lo stesso... Tristezza allo stato puro. Una rappresentazione perfetta di un personaggio triste, vulnerabile, in balia delle decisioni altrui e non in grado di operare decisioni forti nella sua vita. Ian (interpretato da un attore che non conosco ma che gli somiglia tantissimo) perderà il controllo della sua vita, per recuperarlo solo alla fine. Consigliatissimo a chi voglia capire bene questo particolare personaggio che è stato, con una colonna sonora che danza tra i pezzi più famosi della band e Bowie, Iggy Pop, i Sex Pistols ed i Kraftwerk (spettacolare la cover di "Shadowplay" dei Killers). Sconsigliatissimo a chi voglia passare due ore piacevoli. Rimane un bel film, un bel film musicale su un importante e delicato personaggio. Interpol, Editors ed altri stanno ancora ringraziando... 3/5!

Nel passato ho trovato un gran film.

RUSTY IL SELVAGGIO (1983 - Francis Ford Coppola). Il film che ha lanciato attori giovani come Matt Dillon, Mickey Rourke, Diane Lane, Nicolas Cage, Chris Penn non è tra i più famosi del regista americano, ma probabilmente uno dei più apprezzati dalla critica. Rusty, giovane sedicenne, è a capo di una piccola banda che si lancia in risse notturne. Rusty ha un incredibile adorazione per il fratello (Quello della moto) che ritorna in città dopo una deludente (non precisata) esperienza lontano da casa. Il film vive sui deliri dei due fratelli e del padre alcolizzato (Dennis Hopper). E' un bianco e nero che rappresenta il daltonismo del fratello maggiore e che rappresenta la gabbia in cui spesso i giovani si trovano obbligati ad agire. Non è l' azione a farla da padrone, sono i dialoghi, è la filosofia. Il fratello maggiore e il padre più che dei pazzi scatenati sembrano in primis dei filosofi. Il finale è tragico, sembra quasi la perdita della libertà. Perchè probabilmente proprio di questo si tratta... Di un film sulla libertà, un gran film... 4/5!

domenica 9 marzo 2008

Dieci film dei '70



- Arancia Meccanica (Stanley Kubrick - 1971)
- Il Padrino (Francis Ford Coppola - 1972)
- Il Cacciatore (Michael Cimino - 1978)
- Io e Annie (Woody Allen - 1977)
- Qualcuno volò sul nido del cuculo (Milos Forman - 1975)
- C' eravamo tanto amati (Ettore Scola - 1974)
- Amarcord (Federico Fellini - 1973)
- Prima pagina (Billy Wilder - 1974)
- Apocalypse now (Francis Ford Coppola - 1979)
- Frankenstein Junior (Mel Brooks - 1974)

sabato 8 marzo 2008

Dieci film degli '80



- Toro scatenato (Martin Scorsese - 1980)
- Shining (Stanley Kubrick - 1980)
- Rusty il selvaggio (Francis Ford Coppola - 1983)
- C' era una volta in America (Sergio Leone - 1984)
- Gli intoccabili (Brian De Palma - 1987)
- The Blues Brothers (John Landis - 1980)
- Sesso, bugie e videotape (Steven Soderbergh - 1989)
- Nuovo cinema paradiso (Giuseppe Tornatore - 1988)
- The Elephant Man (David Lynch - 1980)
- Full Metal Jacket (Stanley Kubrick - 1987)

venerdì 7 marzo 2008

Dieci film dei '90



- Carlito' s Way (Brian De Palma - 1993)
- Pulp Fiction (Quentin Tarantino - 1994)
- Tutto su mia madre (Pedro Almodovar - 1999)
- Quei bravi ragazzi (Martin Scorsese - 1990)
- Schindler' s list (Steven Spielberg - 1992)
- Underground (Emir Kusturica - 1995)
- Seven (David Fincher - 1995)
- Il grande Lebowski (Joel & Ethan Coen - 1997)
- Il silenzio degli innocenti (Jonathan Demme - 1991)
- Le onde del destino (Lars Von Trier - 1996)

mercoledì 13 febbraio 2008

La chiesa ha rotto il...

Qualcuno avrà sentito parlare delle polemiche che il film "Caos calmo" ha scatenato.
Il motivo?
Una scena di sesso un po' spinta tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari...
A parlare è il responsabile della Cei per la pastorale giovanile, don Nicolò Anselmi. In una lettera ai ragazzi che parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney avanza la proposta di una sorta di obiezione di coscienza per professionisti seri come i due famosi attori italiani impegnati nella pellicola diretta da Antonello Grimaldi: rifiutino in futuro, suggerisce loro don Anselmi, di prestarsi a «girare scene erotiche volgari e distruttive».
Distruttive? ... :-/
Scene erotiche, volgari e distruttive... Ma cos' hanno fatto?
Si sono sventrati mentre lo facevano?! Premetto che ho solo visto la scena nel filmato che girava su Youtoube e che non mi è sembrata niente di diverso da molti altri film contemporanei... La vita reale come è?!
Non esistono scene erotiche un po' spinte?

Nella lettera dice: «Da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari, mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d'amore aperto alla vita, ad un figlio».
Ed eccolo qua, l' immancabile riferimento all' atto sessuale utile solo per la procreazione... Nel 2007 dobbiamo ancora far credere ai giovani che l' atto sessuale sia un qualcosa da cui fuggire perchè peccaminoso?
Dobbiamo far credere che sia un atto per cui un giovane si deve vergognare e pentire?
E' inutile tirare in ballo che la scena sia spinta, forse alla chiesa dà fastidio che un regista-attore della visibilità di Moretti abbia compiuto tale scena perchè sicuramente avrà tanta visibilità... E magari, non so per quale assurdo motivo, credevano che uno come Moretti potesse non compiere tali scene perchè dalla loro parte?! Questa è una mia ipotesi, ma perchè accanirsi contro questo film e non con altri che sicuramente avranno scene simili?!

«Sono convinto che gli attori, gli uomini di spettacolo abbiano un grande impatto culturale e quindi una grande responsabilità educativa verso i giovani. Spesso sono i più deboli, i più poveri culturalmente ad essere segnati da questi cattivi insegnamenti e vengono travolti da fantasie erotiche che diventano dipendenza e sfociano nella violenza».
"Fantasie erotiche che diventano dipendenza e sfociano nella violenza"...
Ma siamo sicuri che non sia qualcun' altro ad avere fantasie come questa che però sfociano nella demenza?
Ok, è vero che ci siano episodi di cronaca in cui gruppi di giovani violentano una ragazza... Sarà perchè hanno visto film come quello di Grimaldi?
Ma ci sono anche episodi, tenuti rigorosamente nascosti da TG e giornali, in cui alcuni preti vengono arrestati per pedo-pornofilia. Questi preti hanno visto gli stessi film dei ragazzi?

Imperterrito, don Nicolò Anselmi conclude dicendo che «sarebbe bello che qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive. Caro Nanni e cara Isabella contiamo sulla vostra passione educativa».
Certo, le scene di sesso non sono comprese nella cultura e nella pratica di un grande attore... Tipicamente il grande attore è un cristiano cattolico, non ha mai girato una scena di sesso e se gliel'hanno proposta si è prontamente rifiutato. Non rientra proprio nella sua cultura...
Ma dai, per cortesia...
Se la chiesa va a polemizzare su scene di film del genere credo sia proprio arrivata all' ammazza-caffè. Ma non si accorge di tutti i programmi televisivi condotti solo dal fattore F?
Pure la Ruota della Fortuna son riusciti a far diventare un puttanaio... Per non parlare di Grandi Fratelli, Buone Domeniche, Isole dei Famosi, ecc...
Quei programmi lì vanno bene per i giovani?
Vanno meglio del film con Moretti?

Boh... Mi piacerebbe davvero parlare con un uomo di chiesa di queste cose, anche se mi suona tutto terribilmente ridicolo...

venerdì 8 febbraio 2008

Il ricercatore

"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".
Vado a memoria, io la frase del Dante la ricordo così, più o meno dovrebbe essere questa. Secondo lo storico poeta italiano non siamo stati fatti per lavorare come dei forsennati o per bere, mangiare e dormire... No.
Secondo l' Alighieri siamo stati fatti per conseguire virtù e conoscenza.
Lasciamo stare per un attimo la virtù che forse mi è sconosciuta... e che non credo di poter approfondire.
La conoscenza, beh la conoscenza non mi è sconosciuta. Anzi sì, la conoscenza mi è sconosciuta.
Troppo vasta, troppo varia, troppo troppa... Per quanto uno possa leggere, studiare, ricercare rimarrà sempre fondamentalmente un ignorante. Troppi argomenti di cui saperne, troppe cose a cui potenzialmente dedicarsi. Colui che ha tanta conoscenza più che una persona che sa di tanti argomenti credo sia uno che ricerca tanto. Non un conoscitore, ma un ricercatore...
E poichè "so di non sapere niente", preferisco definirmi un ricercatore.
In realtà, il ricercatore non ha una finalità precisa e se ce l' ha non è semplice definirla. Il ricercatore esplora, sviscera, si infogna... Come un forsennato a volte... Tutto per farsi un' idea propria, per arrivare ad un grado di conoscenza accettabile del panorama di un argomento. Cerca qualcosa che possa andargli a genio, cerca un film, cerca un libro, cerca un album, cerca anche una situazione... Il ricercatore in questo caso è soprattutto colui che ricerca nell' ambito della conoscenza.
Ma precisamente perchè si cerchi credo mi rimarrà un mistero.
Per saperne più degli altri? No, non credo... Forse solo per saperne, perchè è bello saperne e pensare che di quell' argomento si sa qualcosa. E' bello sapere che di quell' argomento si potrà dire la propria opinione, ci si sente quasi in dovere di dirla... Perchè si è ricercato, ci si è sbattuti per arrivare a delle conclusioni.
Per quanto motivazioni plausibili non credo siano sufficienti. Ecco perciò che spontaneamente viene facile ricollegarsi alla frase del Dante... Siamo stati fatti per conseguire conoscenza? Non siamo stati fatti per mangiare e dormire? Forse è proprio intrinseca nella natura dell' uomo la ricerca della conoscenza...
Forse. Forse solo nella natura di qualche uomo. Ma nella natura di tutti gli uomini?
Beh, lasciamo stare a questo punto...
Ci tenevo a dare un senso al fatto di leggere, ascoltare, guardare. Ci tenevo ad argomentare il fatto che ad uno, a forza di leggere-ascoltare-guardare, venga spontaneo scrivere, consigliare, recensire.
Il bello è che non c'è un attestato da conseguire per scrivere di qualsiasi argomento su un blog, lo si può fare tranquillamente, basta impegnarsi...

E io mi impegno.

Andate a vedere "Into the wild". Non c'è un motivo in particolare, è un film da vedere e credo potrebbe piacere davvero a chiunque (non so perchè ma mi viene alla mente un Balla coi lupi). E' una storia vera, la ricerca della convivenza con la natura incontaminata è l' unico obiettivo che determina il viaggio verso l' Alaska di un giovane neo-laureato americano. Dirige Sean Penn, interpreta benissimo Emile Hirsch, fotografia da oscar, musica da pelle d' oca. Correlato al film consiglio di pescare proprio l' OST. Eddie Vedder (voce dei Pearl Jam) sforna un capolavorino che subito non avevo apprezzato tantissimo, ma che riascoltandolo dopo il film mi ha mostrato come sia molto meglio degli ultimi lavori della band madre. La sua voce è sicuramente una delle più toccanti sulla faccia della terra e, per una volta, si riesce addirittura a capire cosa canti...
Altro film di assoluto livello: "L' ultimo re di Scozia". Ultimamente sto imparando come ascoltare i consigli degli altri sia un' ottima cosa, soprattutto se gli altri conoscono un po' i tuoi gusti e sanno quanto tu sia esigente: mai ti consiglierebbero una porcheria. Grazie a chi mi ha suggerito questo film davvero bello, Forest Whitaker interpreta Amin, presidente sanguinario dell' Uganda degli anni '70. La storia non è incentrata sulle malefatte del dittatore, ma sul suo rapporto con un giovane medico scozzese che non è proprio a conoscenza di quello che quel personaggio apparentemente simpatico combini. E' uno di quei film eccezionalmente riusciti, a tal punto da mettere in seria difficoltà lo spettatore sulla bontà-cattiveria di un Whitaker davvero eccezionale.

Dal fronte musicale segnalo il nuovo album dei Shout Out Louds, pop immediato e di qualità. Sono alla seconda prova (già il primo era ottimo), in primavera verranno a suonare anche a Torino: annotati sul calendario dei concerti.
Intanto i Radiohead hanno fatto sold out nelle due date italiane (in fondo sono solo la rock band per eccellenza nel panorama mondiale) e qualcuno aveva capito per tempo che bisognava affrettarsi a prendere i biglietti... oltre a quello per i Radiohead, insieme al nuovo compagno di concerti Peter, ho comprato il biglietto per gli Editors. Curiosità di sentirli dal vivo, curiosità di sentire una band giovane con solo due album alle spalle e con ancora tanto da dimostrare.
Consiglio musicale macroscopico è l' ascolto dei Belle & Sebastian. Si può iniziare da "If you're feeling sinister" (1996) che è un capolavoro di pop d' autore... Sono in attività da più di dieci anni ormai, vengono dalla Scozia e le loro sono vere e proprie "ninnenanne pop". Non fanno dormire, ma cullano l' ascoltatore in maniera molto dolce, si possono canticchiare, sono molto orecchiabili, non infastidiscono e non stancano... Si fanno adorare nei momenti di tranquillità, si fanno adorare dal sottoscritto perchè sono una di quelle band che se ne sono sempre altamente fregate dello star system e che puntano solo a far parlare la loro musica. Non che tutti i loro album siano fantastici, anzi, ma pescando a caso tra un altro dei primi quattro (oltre a quello già citato) si può andare a botta sicura per capire l' eventuale gradimento della loro musica.

Buona notte tra le pagine di Nick Hornby e la musica dei Belle And Sebastian.

sabato 5 gennaio 2008

I migliori film del 2007


Dopo la veloce classifica dei dischi ecco quella dei film che mi sono più piaciuti in quest' annata. Questa è una vera e propria classifica che vede come miglior film un film tedesco che, oltre ad aver vinto l' Oscar come miglior fim straniero, ha avuto un successo incredibile.
Si tratta di una storia di spionaggio nell' ex Germania dell' Est, interpretata e curata in maniera stupefacente. Consigliato a chiunque non l' avesse ancora visto.

1) LE VITE DEGLI ALTRI (di Florian Henckel von Donnersmarck)
2) REIGN OVER ME (di Mike Binder)
3) NELLA VALLE DI ELAH (di Paul Haggis)
4) L' ARTE DEL SOGNO (di Michel Gondry)
5) LETTERE DA IWO JIMA (Clint Eastwood), LA PROMESSA DELL' ASSASSINO (David Cronenberg), ZODIAC (David Fincher), IO NON SONO QUI (Todd Haynes)

"Reign over me" e "Nella valle di Elah" sono film in un certo senso simili; trattano del dolore che gli avvenimenti della storia statunitense recente hanno avuto su alcuni loro cittadini. Nel primo film il crollo delle Twin Towers ha portato via tutta la famiglia ad un Adam Sandler che si chiude nel suo dolore; l' attore è davvero bravissimo, irriconoscibile rispetto alle solite parti, ed è affiancato da un Don Cheadle (ex compagno di studi) che pur di aiutarlo rischia di mettere a repentaglio i suoi rapporti famigliari. Un film molto toccante, interpretazioni magistrali da parte delle figure femminili, una fotografia di Nwe York stile 25ora da brividi.
Il secondo film è la storia di un padre (Tommy Lee Jones) che non riesce più a trovare il figlio reduce dalla guerra in Iraq; Charlize Theron è l' investigatrice che lo aiuta nelle ricerche, Susan Sarandon è la moglie in una interpretazione da brividi. La bandiera americana viene capovolta, è una storia a tinte fosche (come i colori del film) sulla crudeltà e sull' alienazione che può provocare la guerra, un altro grandissimo film per il regista di Crash.
"L' arte del sogno" è un sogno, un film visionario e dolcissimo dal regista di "Se mi lasci ti cancello"... consigliatissimo proprio a chi come me ha amato quel film.

Al quinto posto la scelta di mettere più film che non mi sentivo di escludere.
"Lettere da Iwo Jima" è la metà riuscita dei due film di Eastwood sulla battaglia di Iwo Jima della seconda guerra mondiale; la storia è vista dalla parte dei perdenti, Ken Watanabe interpreta un generale di un senso del dovere ed umanità sconvolgenti... crudeltà viene mescolata a poesia come solo ne "La sottile linea rossa" avevo visto prima.
"La promessa dell' assassino" prosegue sulla falsariga di "A history of violence", per Cronenberg l' amore passa attraverso la morte... dove il regista voglia andare a parare sinceramente non mi è chiaro, quel che è certo è che il film sia confezionato alla perfezione, un vero piacere per gli occhi.
"Zodiac" è il quarto lavoro di Fincher ed è la storia di un celeberrimo serial killer, raccontato attraverso gli occhi del giornalista Jake Gyllenhal (il miglior attore giovane di Holliwood per chi scrive) e di un tenace e disincantato investigatore (il solito eccellente Mark Ruffalo); é un film in cui si vede poco, in cui molto viene lasciato all' immaginazione creando livelli di tensione emotiva davvero rari.
"Io non sono qui" (I'm not there) è lo svisceramento di uno dei personaggi musicali più importanti per la musica moderna, tale Bob Dylan. Mister Tambourine viene spezzetato in 6 parti, 6 interpretazioni che rappresentano ognuna una parte dell' animo del cantante; c'è quella blues, c'è quella folk, quella rock, quella solitaria... è un film per chi conosce un po' la sua storia, la colonna sonora è spettacolare anche se la scelta dei pezzi spesso e volentieri non è quella dei più famosi. Un grandissimo film comunque che attribuisce i giusti meriti ad un grandissimo artista e che vede una Cate Blanchett incredibile nel ruolo del cantante.

Per il resto, buon 2008 tra film e musica...
...peccato anche per quest' anno di non avere incluso niente di italiano...

venerdì 28 dicembre 2007

La meglio gioventù

Ce l'ho fatta.
6 ore di film suddivise in parti più o meno eque in 3 giorni.
Sicuramente un affresco più che un film vero e proprio... La storia di una famiglia italiana attraverso gli avvenimenti storici recenti più importanti... Alluvione di Firenze, il '68 e la lotta studentesca, gli anni di piombo e delle Brigate Rosse, la lotta alla Mafia e la strage di Capaci. La storia è usata solo come sfondo, anche se per ogni avvenimento Giordana sottointende un modello di comportamento. Il vero traino narrante sono le vicende sentimentali di una famiglia che si "sparpaglia" per l' Italia... e, nonostante la distanza e il dolore per alcuni avvenimenti, rimane unita e piena di voglia di vivere. C'è il figlio che non riesce a far fronte al dolore interno e così arriva presto ad una fine annunciata, c'è il figlio più occupato a seguire le vicende dei suoi pazienti psichiatrici che quelle legate ai suoi affetti, c'è la figlia che diventa una madre modello e che sposa il miglior amico del fratello, c'è la figlia più grande che diventa uno dei giudici della lotta alla mafia. E oltre ai figli, ci sono gli amici, le mogli, i mariti, i fidanzati e i figli dei figli. Ogni personaggio ha una fisiologia caratteriale precisa, non ci sono comprimari, ognuno gioca un ruolo centrale nella storia anche se poi sono soprattutto le vicende di Nicola (Luigi Lo Cascio) a fare da perno. Gli attori sono probabilmente la meglio gioventà italiana: Lo Cascio appunto, Alessio Boni, Jasmine Trinca, Maya Sansa e alla fine spunta anche Riccardo Scamarcio. Oltre a loro, a mio parere, è in evidenza soprattutto la bravura degli attori (non giovani ovviamente) che interpretano il padre e la madre della famiglia: Adriana Asti e Andrea Didona.
Sicuramente la famiglia descritta è più unica che rara nel panorama italiano, anche se vengono fatti convivere sapientemente gioie e dolori tipici di tante famiglie. Il film fila liscio per le prime 3 ore con messaggi abbastanza chiari e condivisibili, poi forse si ingarbuglia un po' per arrivare ad un finale lieto premeditato come se la storia avesse sempre un finale circolare. In realtà non è quasi mai così e quasi mai un gruppo di persone così strette tendono ad andare avanti e rimanere così unite nel tempo... Non so se mi spiego...
Il film è bello per l' idea d' Italia "bella e inutile" che viene subito mostrata e portata avanti fino alla fine del 1° atto; nel 2° atto viene più portata avanti l' idea del "Volemose bene" e della famiglia indistruttibile...
Per come era incominciato mi aspettavo di più, ma una buona scusante può essere sicuramente il fatto che cercare di fare un' opera titanica di tale portata non sia per niente facile. Marco Tullio Giordana è sicuramente uno dei registi italiani più indipendenti ed è giusto anche che si prodighi in qualcosa sopra le righe come questo film.
Per chi ha tempo consigliatissimo se vuole vedere qualcosa di italiano, per chi non ha molto tempo opterei per qualcosa di un po' più corto.

Distinti saluti.

mercoledì 26 dicembre 2007

Santo Stefano

Sarei proprio curioso di capire che festa è Santo Stefano...
Sarò l' unico a non sapere di cosa si tratti?
Non ho voglia di cercare info e se devo pensare non mi viene in mente niente...
Nel dubbio massimo rispetto, è pur sempre una festa.

Ho scoperto oggi che ieri 30anni fa moriva Charlie Chaplin. E' morto proprio il giorno di Natale e per un artista speciale come lui calza a pennello una morte in un giorno speciale.
Ehm... per quanto possa calzare una morte... :-(
Poca pubblicità in tv (come al solito) quando c'è da omaggiare un grande genio. Forse è stato il più grande genio del cinema muto, Chaplin era regista ed attore, comico e drammatico. Uno di quei personaggi indubbiamente di un' altra categoria...
Ancora oggi i suoi film conservano intatto il loro fascino per chi come me è abituato a ben altre proiezioni.
Ieri mi son visto "La febbre dell' oro" per la prima volta. E' senza dubbio uno dei suoi capolavori, paragonabile a "Tempi moderni" o "Il grande dittatore"... Si tratta di film che andrebbero fatti vedere ai ragazzi di oggi in tutte le scuole e ringrazio ancora la nostra prof delle medie che ce li propinò.
Charlie Chaplin è stato uno dei grandi artisti del "nostro" secolo, sarebbe stato opportuno dedicargli un po' più di spazio di quello che gli è stato dedicato (solo La7 è stata sensibile). Ma si sa che la televisione italiana ha una certa allergia per la cultura, anche per quella di più facile accesso come può essere un artista come Chaplin.
Meglio dedicare spazio a "Uomini e donne", "Amici" o a tutti quei programmi beoti che ci raccontano la vita dei vips...

Aida, come sei bella...
Mah...

venerdì 14 dicembre 2007

Storia del cinema (Parte Prima)

Colloquio di lavoro...
"Arrivederci, condolianze..."

giovedì 6 dicembre 2007

Il musical rock

Sinceramente è un genere che sto iniziando ad amare incondizionatamente...
Non parlo dei musical più classici (a là Singing in the rain o Moulin Rouge), parlo di quelli che raccontano il rock... Sia esso la vita di un' artista famoso, sia esso la storia di un gruppo di ragazzini che partecipano al concorso comunale...
Ieri sera ho visto "Almost famous" e anche se gli Stillwater non erano propriamente i Led Zeppelin e il film non fosse un capolavoro, sono rimasto incollato allo schermo! Forse è l' inizio di una malattia, forse il connubio di due arti che mi piacciono logicamente mi interessa parecchio...
Tra i titoli visti in passato ce ne sono una sfilza lunghissima, più o meno belli, più o meno reali, più o meno di artisti che mi piacciono...
Sicuramente storico è "The Doors" in cui l' interpretazione di Val Kilmer è davvero spettacolare. Forse per quel gruppo quel tipo di film è stato azzeccato in pieno, è un viaggio in acido come (forse) la vita di Jim Morrison è stata...
Il Capostipite della categoria è forse quel "Rocky horror picture show" che ancora oggi viene riproposto in tutte le salse nei teatri di tutto il mondo... Poi, va beh, volendo si possono includere anche i Blues Brothers come capostipiti della categoria, anche se è il blues ad essere raccontato... Forse si può includere anche un film come "Mo metter blues", anche se è il jazz ad essere raccontato...
Insomma, rock, blues, jazz, folk... non fa molta differenza.
Basta una storia un minimo avvincente (o vera) e la musica...
Ultimamente i film musicali sulle rockstar stanno uscendo come funghi e si sente parlare di progetti che potrebbero rivelarsi davvero interessanti... Ecco perciò i recenti I'm not there, Across the universe, Factory Girl, Last Days, ecc... Ecco che si sente parlare di un film sulla vita di Jimi Hendrix (che spettacolo sarebbe?!), ecco che si sente parlare di un film sulla vita dei Led Zeppelin, dei Rolling Stone o dei Velvet Underground... Credo che ci si trovi di fronte ad un genere probabilmente ambito dai registi, e non da registi qualsiasi, dato che si fanno nomi come quello di Tim Burton...
Negli ultimi anni mi vengono, così ora su due piedi, in mente 3 titoli: Ray, Walk the Line e School of Rock. Il primo è la vita dell' inventore del Soul, interpretato da un Jamie Foxx giustamente da oscar... Il secondo è la vita eccessiva di Johnny Cash e mi ha insegnato a conoscere questo artista, anche qui con due grandissime interpretazioni di Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon... Il terzo per me è IL MUSICAL degli ultimi anni. Forse Jack Black può non piacere: personalmente mi fa impazzire... I tempi sono cambiati, fosse uscito un film del genere ai tempi dei Blues Brothers probabilmente avrebbe avuto molto più successo... Quel film ha tutto. Può non piacere la musica, può non piacere Jack Black, può non farti ridere... Puoi non amare il rock. Se hai sentito e ti piacciono anche solo due canzoni degli AC/DC o dei Deep Purple è un film che non può non piacere. Poi magari mi sbaglierò...
A proposito, devo rivederlo al più presto...
Datemi un artista qualsiasi, datemi una "Immigrant song", datemi un attore un po' pazzo... Datemi un musical rock e sarò contento! A volte nella vita basta poco...

A quando i Clash? A quando gli Smiths? A quando Jimi, Janis, Lou, David, Neil, ecc?
A quando Robert Fripp...? Beh, forse non è personaggio da film, ma in fondo mi piacerebbe pure un film sui King Crimson... In fondo, mettetemi una "21st Century Schizoid Man" e sarò contento...

Buon fine settimana!

sabato 1 dicembre 2007

Il cielo su Torino

Mai canzone dei Subsonica fu più azzeccata, il cielo di Torino è strano.
Passeggiare col freddo pungente e il grigio costante senza interruzioni sopra la testa è particolare, non è elettrizzante, ma è avvolgente. Oserei dire quasi rassicurante. Fondamentale diventa il lettore mp3 nelle orecchie, con la musica giusta...
Io la chiamo musica autunnale, non è un genere preciso. Sono quei brani tranquilli-lenti-avvolgenti che riempiono idealmente lo spazio tra te e il cielo plumbeo. Ecco perciò tornare in voga i Radiohead... "Kid A" e "Amnesiac" li ho ascoltati una miriade di volte proprio in questo periodo l'anno passato, e ora sono di nuovo a consumare il mio lettore... con l' aggiuntina di "In rainbows". Più lo ascolto e più il nuovo album mi sembra che non abbia nulla da invidiare al meglio della band...
Quel che è certo è che attualmente pochissimi gruppi mettono d' accordo tanta gente come i Radiohead. Da "Ok computer" ogni loro uscita è presa come oro colato dalla critica, ma, a differenza di tanti altri gruppi, sono molto amati anche dal grande pubblico...
Ovviamente non saranno gli U2 come importanza commerciale, ma se andassimo a vedere non sarebbero neanche paragonabili. Da una parte il fermento, la sperimentazione, la classe sempre viva... dall' altra chi si accontenta di fare due brani commerciali e mille comparsate per prolungare il proprio successo. Per il mio ideale musicale, loro sono la band che rappresenta il pop-rock attualmente, non altri che alla pomposità di concerti ed eventi associano una musica scarsa.
E' bello vivere di grandi artisti del passato come i Clash o come Rino Gaetano, peccato però che questi abbiano una produzione ferma e non saranno mai visibili live... Perciò ogni tanto vale anche la pena di concentrarsi su chi sta facendo la musica rock dei nostri anni. Su chi sta influenzando tantissime altre band, su chi sarà argomento di discussione tra 30 anni. Per me "Ok computer", "Kid A" e questo "In rainbows" se non sono tre capolavori, poco ci manca...

E in questi giorni, sempre a Torino, l' amata-odiata Torino, si sta svolgendo un Festival di cui non si era mai parlato così tanto... Oltre ai 25 film in concorso, quasi un' altra decina di sezioni, due retrospettive (su Wim Wenders e John Cassavettes), 3 cinema con 3 sale ciascuno a proiettare film o presentare conferenze in continuazione per una settimana. Si parla di sale già piene al mattino, si parla di un interesse della città smisurato, si parla di Torino... Ho letto parole entusiastiche sia di Wim Winders che di un altro grande regista come Aki Kaurismaki sulla città... Bella per viverci, bella per girare un film, bella e basta, una delle città più belle...
E Torino sta proprio rinascendo. Non so dove andrà a finire, però c'è fermento e ho voluto testarlo con mano... Sono andato anch' io a vedermi un film. Per non sbagliare ho scelto un buon film di Wenders e ho visto una sala piena, ho visto la gente alzarsi in piedi e applaudire dopo il film manco fosse un' opera lirica... "L' amico americano" può essere un bel film, ma non è accessibile a chiunque. Per questo mi fa strano sapere che può riscuotere attenzione, che tanti altri film meno famosi stanno riscuotendo attenzione in questi giorni... Forse finalmente la gente della propria città si sta ricollegando ad un passato di cultura degno di pochissime città? Forse è una mia impressione, ma mi sembra che sia proprio tangibile, tra il cielo grigio, la pioggerellina quasi piacevole, il mio lettore mp3 coi Radiohead, che qualcosa in questa città si sta muovendo.
E ho come l' impressione che potrebbe essere interessante iniziare a muoversi con la città...
Ora come ora offre davvero tutto. Leggendo "Torino sette" non si sa più su cosa buttare l' occhio... Davvero.
Magari è un' impressione erronea, magari mi piace immaginare di vivere in una città in fermento e basta, magari è il cielo su Torino a fare questo strano effetto...

venerdì 28 settembre 2007

I Film della stagione 2006/2007


Iniziata col botto (per quanto mi riguarda) la nuova stagione cinematografica
grazie all' intensissimo Reign Over Me, con un paio di mesi di ritardo mi accingo a stilare la mia Top Five della stagione passata.


1 - The Departed (Per una volta non ho rimpianto Quei bravi ragazzi o Toro scatenato)

2 - Le Vite degli Altri (Quando il cinema europeo dimostra di non essere estinto)

3 - L' Arte del Sogno (Gondry, dopo Eternal Sunshine, incanta di nuovo... per chi ama sognare)

4 - Guida per Riconoscere i Tuoi Santi (Poetico, toccante, reale, addirittura semplice)

5 - The Good Sheperd (Ritmo lentissimo... ma raccontando la CIA Bob ci azzecca in pieno)

LE DELUSIONI: Flags of our fathers, The Black Dahlia

LA SCHIFEZZA: Forse esagero... Ma Grindhouse è un film? Anche la delusione più grossa!

L' ATTORE: Matt Damon

L' ATTRICE: Cate Blanchett

LE MANCANZE: Lettere da Iwo Jima, Il Vento che Accarezza l' erba, Mio fratello è figlio unico, Zodiac, Notturno Bus, La sconosciuta, The Queen.

CONSIGLI?

Buona serata a tutti.

lunedì 13 agosto 2007

Sei anni di "CIAK"

Ricevendo la copia di Luglio 2007 mi sono accorto che è l' ultima copia che riceverò.
Basta, ho deciso di non rinnovare l' abbonamento e di conseguenza di non ricevere più "CIAK", la rivista specializzata di cinema.
La prima copia fu quella di Agosto 2001... da allora non ho perso un numero.
All' inizio li divoravo (leggevo tutto per filo e per segno), poi, col tempo, non sono più riuscito a leggerli come avrei voluto. Nonostante ciò ho continuato a rinnovare l' abbonamento di anno in anno, ripromettendomi che avrei riservato maggior tempo alla lettura.
Ma si sa, il tempo è tiranno e alla fine quello che spesso mi rimaneva era una sfogliata veloce.
Giusto così perciò, se voglio essere informato su critica cinematografica c'è internet, o mi è sufficiente l' altra rivista di fiducia.
Risparmierò soldi, avanzerò preoccupazione di ricordarmi di doverlo leggere, finirà la mia collezione.
Sono dispiaciuto, ma non troppo.
Anzi, sono più contento forse...
E' come se mi fossi tolto un peso...
Strana come sensazione parlando di una rivista.
Ma non ho mai preteso di essere considerato normale.

"CIAK" è stato comunque il mio trampolino di lancio verso il cinema.
Assieme al Morandini sono entrato nel mondo cinematografico e sono sempre stato in costante aggiornamento su ciò che usciva di nuovo. Grazie alle sue recensioni spesso e volentieri sono stato indirizzato correttamente... qualche volta ho imbroccato disgrazie di film, ma credo faccia parte del gioco... e, se devo essere sincero, la maggior parte delle volte mi sono trovato in accordo con il critico di turno.
Rivista di valore indubbiamente, anche se non disdegna mai di lanciarsi in presentazioni che evidenziano soprattutto la commercialità e non la qualità di un film.
Dall' Agosto 2001 ho voluto stilare un "Dieci" dei film che mi hanno colpito, che mi sono piaciuti davvero, che ho adorato... Cercando di fare una scelta che non escludesse nessuna annata...
Tra parentesi l' anno e il regista, ecco a voi quanto, a mio modesto parere, la produzione cinematografica ha saputo evidenziare di meglio in questi ultimi anni (Come al solito, non è una classifica).
Sicuramente quelli di Ciak sarebbero d'accordo, se non completamente, quasi.

1) Donnie Darko (2001 - Richard Kelly)
2) Kill Bil Volumi 1 e 2 (2003, 2004 - Quentin Tarantino)
3) Il signore degli anelli 1, 2 e 3 (2001,2002,2003 - Peter Jackson)
4) Inside Man (2006 - Spike Lee)
5) Mystic River (2003 - Clint Eastwood)
6) Million dollar baby (2004 - Clint Eastwood)
7) Parla con lei (2001 - Pedro Almodovar)
8) Minority Report (2oo2 - Steven Spielberg)
9) La 25a Ora (2002 - Spike Lee)
10) The Departed (2006 - Martin Scorsese)

Esclusioni come "Big Fish" o "Eternal sunshine of the spoteless mind" sono state dolorose ma forzate.
Alcuni dei film citati si avvicinano molto al capolavoro; è da notare come (sarà un caso?) ci siano sia due film di Clint Eastwood che due di Spike Lee. Proprio da questo fatto e dai quei film sono partito per vedere il maggiorn numero possibile di film di questi due registi che... ovviamente... sono diventati tra i miei preferiti.

Buon anno e buona visione a chi come si sintonizza ora sulla vista di un nuovo film.
Grazie "CIAK", chissà che qualche volta in edicola vedendoti mi venga voglia di acquistarti...

lunedì 23 aprile 2007

Clint, mi dispiace, ma stavolta hai toppato

Pomeriggio di relax in cui ho deciso, dopo mesi di incubazione, di sorbirmi finalmente il penultimo film di Clint Eastwood. Inutile dire che le mie aspettative fossero alle stelle dopo aver apprezzato in maniera incredibile gli ultimi suoi due (capo)lavori: Mystic River e Million Dollar Baby. "Flags of our fathers" è il primo film che il regista (in questo caso niente attore) ha fatto sulla battaglia di Iwo Jima della seconda guerra mondiale. Bella pensata quella di fare due film, usciti a distanza di pochi mesi, sullo stesso avvenimento: uno dalla parte dei vincitori (gli americani), uno dalla parte dei sconfitti (i giapu). Il secondo film "Lettere da Iwo Jima" è stato quello più osannato, pluri-candidato agli oscar (molti sostengono "ingiustamente non premiato"), e con le migliori recensioni anche.

A parte ciò, tornando a "Flags" devo dire che sinceramente mi ha deluso non poco. Incentrato tutto sulla famosa foto in cui 6 soldati issano la bandiera americana in cima ad un monte dell' isola di Iwo Jima, narra il dramma psicologico-umano dei 3 sopravvissuti al ritorno in patria, dopo la conquista dell' isola. I tre vengono letteralmente usati come eroi dalle forze politiche, per pubblicizzare la vittoria e l' esercito (che non navigava in buone acque). Con continui flashback che rimandano agli episodi della guerra, l' idea di fondo non è niente male. L' aperta critica del sistema bellico trascina la trama del film, ma esso non riesce mai a decollare. Le scene di guerra sono già viste, la storia non è abbastanza forte da sollevare la piattezza di fondo in cui naviga durante tutta la sua durata. Più di una volta mi sono distratto o ho dovuto fare due passi prima di riprendere a guardarlo. Strano, perchè non mi era successo neanche con film lenti come "I ponti di Madison County" (tanto per citare lo stesso adorato regista).

Stasera probabilmente mi concederò il secondo film su Iwo Jima, anche se, le speranze di vedere un gran film si sono ridotte incredibilmente al lumicino.
Eh sì, anche i migliori ogni tanto mi annoiano... Ma dopo alcuni capolavori ci stava anche una caduta di tono. Speriamo solo che sia passeggera. :-)