venerdì 11 aprile 2008

Pantomima

Sono proprio contento di aver visto quel che ho appena visto su Canale 5 a Matrix.
Promesse e scene che mi hanno fatto veramente ridere e che non scorderò molto facilmente.
Per la prima volta avrei voluto registrare un programma del genere...
Un esibizione teatrale di ottimo livello davvero.
Grande interpretazione Silvio, hai proprio sbagliato mestiere...

giovedì 10 aprile 2008

Report di una breve vacanza con amici

Ansiettina.
Si parte con l' ansiettina di uno di noi... E si parte in treno da Torino per Orio al Serio. Alle 11.30 circa il magico volo -non ci sto nel posto- Ryan Air atterra a Londra. Attesa un po' lunga per uscire dall' aereoporto e prendere il pullman inculata. Arriviamo in Victoria Station dopo una prima vista favolosa di Londra, lungo il Tamigi by night.
Noi, i magnifici 3, siamo senza pounds, non possiamo prendere nessun autobus e nessun taxi, la metro ha finito di viaggiare. E' l' 1.30, Earls Court non è proprio dietro l' angolo ma è l' unica possibilità che ci rimane... Andare a piedi. Un' ora e mezza a piedi attraversando quartieri super-residenziali come Belgravia e Chelsea. Case tipiche inglesi modello super lusso in sequenza impressionante, con Porsche o Aston Martin comodamente parcheggiate davanti.

The Court Hostel.
Branzi per circa 6-7 km ha portato la sua borsa CUS senza rotelle. Uno dei suoi soliti sforzi gratuiti e idioti.
Ci sistemiamo in stanza e intorno alle 4 possiamo finalmente dormire.
Ostello bene, ovviamente niente di trascendentale, ma la doccia calda, le lenzuola pulite e una colazione discreta sono già tantissimo.
Al mattino siamo belli vispi per poter iniziare le nostre passeggiate strategiche chilometriche.
Si parte con un buon sole e con la parte regale della città: Buckingham Palace, Cambio della guardia, St. James' s Park, Westminster Abbey, Houses of Parliament, Big Ben... Bocca aperta, sguardo in alto o lontano senza entrare da nessuna parte. D' altronde costa, siamo arrivati fino a Londra e dobbiamo vedere tutto, non abbiamo tempo per entrare nelle cose. Tutto bello, ma piano piano il sole ci abbandona.

Se costa non si entra.
Lungo la South Bank, in rispettivo ordine cronologico: County Hall, London Eye, Mercatino libri usati, Oxo Tower con spettacolare mostra fotografica, Tate Modern. La Tate Modern non costa e quindi si entra... Sicuramente particolare la struttura, trattandosi soprattutto di arte moderna non rimango particolarmente impressionato, anche perchè dei vari Mirò, Magritte o Pollock non scorgo neanche una delle opere più famose. "Questo lo facevo anche io" ovviamente è la frase più ricorrente...
Si continua con Millenium Bridge, Shakespeare' s globe, Borough Market... Spettacolo tuttavia si vedrà di meglio!
Intanto la ghiacciazza inizia a farla da padrone, pioggia sempre più forte, vento pungentissimo mettono in difficoltà le nostre resistenze anche se si sa che noi non potremmo mai mollare. Come prestabilito arriviamo fino al celeberrimo Tower Bridge ed alla Tower of London. Ovviamente tutto rigorosamente visto dal di fuori.

Camden Town.
Serata in quel di Camden... Ma la stanchezza indotta dalle camminate e dal freddo ha il sopravvento. Un' ora per scegliere un pub e per rendersi conto che gli inglesi mangiano all' ora delle galline. Dobbiamo anticipare i nostri tempi abituali ma ormai è troppo tardi, dopo una birra all' End' s World, si torna in ostello belli cotti e speranzosi nella miglior forma delle altre serate.
There' s a starman waiting in the sky, He' d like to come and meet us, But he thinks he' d blow our minds, There' s a starman waiting in the sky, He' s told us not to blow it, Cause he knows its all worthwhile, He told me: Let the children lose it, Let the children use it, Let all the children boogie.

Neve.
Al mattino seguente ci ritroviamo in giro per una Londra ricoperta dalla neve. Un po' insolito ad Aprile, un po' impreparati noi a tutto questo freddo. Il Camden Market è qualcosa di molto commerciale, la cui parte più intima e tipica viene scoperta dopo 2 ore di vagabondaggio... Si compra qualche ricordino, si fa un pensierino su un LP, si ha qualche indecisione, si mangia da KFC (una schifezza), e sorge il leit motiv della vacanza... Grande Roberto!

National Gallery.
Questo è probabilmente il museo più bello visto dal sottoscritto, altra musica rispetto a quella robaccia della Tate... Giusto il tempo di lasciare occhi, testa e cuore su un paio di quadri di Van Gogh e Cezanne. Per il resto quasi solo opere italiane e mentre in Trafalgar Square impazza una protesta civile tra cinesi e tibetani, noi dentro a girare la mostra come consumati Vittorio Sgarbi.
La seconda serata inizia in un classico pub inglese a base di Birra e Fish & Chips...
Uno di noi ovviamente berrà più degli altri, ma io ed il buon Robbè non ci tiriamo indietro ora di berci le birre tipiche inglesi (Kronenburg, Stella Artois, Foster... :-/).
Ci aggiriamo tra Piccadilly e Leicester Square ma le opzioni danzereccie sono poche e dove vogliamo entrare veniamo rimbalzati.
Si punta su tutt' altra zona ma la metro che ci dovrebbe portare lì purtroppo è chiusa...

Underground.
Ci perdiamo nel sottoterra londinese, cambiamo qualcosa come 5-6 metro più un treno che ci aveva portati completamente fuori città... E alla fine si riesce a rientrare a Soho per un paio di orette allo Zoo Bar. In Inghilterra chiude tutto prima, praticamente alle 2 la nostra serata è finita e quando usciamo dal locale c'è nuovamente la neve ad attenderci.
I took shelter from a shower, And I stepped into your arms, On a rainy night in Soho, The wind was whistling all its charms; I sang you all my sorrows, You told me all your joys, Whatever happened to that old song, To all those little girls and boys.
Now the song is nearly over, We may never find out what it means, But there's a light I hold before me, And you're the measure of my dreams, The measure of my dreams.

Forse sarebbe meglio dire a snowy night in Soho...
Si torna col taxi in ostello, siamo contenti.

Portobello Road.
Notting Hill è il quartiere zuccheroso dell' omonimo film, si respira un' aria di tranquillità assoluta ed il mercatino di Portobello Rd rispecchia le caratteristiche del luogo, senza cadere nel commerciale come quello di Camden.
Hyde Park in una giornata uggiosa non credo renda troppo l' idea ma si apprezza comunque l' imponenza di parchi di tale dimensione in una città super-trafficata.
Si ritorna in centro per Strand, Covent Garden, Fleet Street, St. Paul' s Cathedral e per entrare al British Museum. Peccato che non chiuda alle 11 come qualcuno aveva letto ma chiuda esattamente nell' istante in cui noi arriviamo. Nel frattempo ho finalmente comprato qualcosa inseguito per 3 giorni: un vinile originale di "London Calling" dei Clash... Limited Edition, doppio LP rosa... :-)

London music.
Rimanendo in centro si cerca un locale per la serata, uno di quei locali storici in cui poter assaporare qualche giovane artista emergente in tranquillità. All' Astoria c'è serata gay, al Borderline non ci danno da mangiare, si opta per il Twelve Bar... Un locale tanto minuscolo quanto caratteristico, qualcosa di mai visto prima, un piccolo paradiso. Tre artisti: Moss and Jo, Pete Roe, Oli Wennik. Questi probabilmente non saranno nessuno, ma basta poco per accorgersi come sia gente che sappia far musica e che non sia necessario andare a sentire i Bloc Party in una serata a Londra per prendersi bene...
London calling to the faraway towns, Now that war is declared-and battle come down, London calling to the underworld, Come out of the cupboard, all you boys and girls; (...)
London calling to the imitation zone, Forget it, brother, an' go it alone, London calling upon the zombies of death, Quit holding out-and draw another breath;
London calling and I don't wanna shout, But when we were talking-I saw you nodding out, London calling, see we ain't got no highs, Except for that one with the yellowy eyes.


Corsa veloce in ostello per prendere tutto e tornare a casa.
Con mio grosso malincuore.
In ognuno di questi viaggi si lascia sempre un pezzettino di cuore nel posto in cui si è stati.
Londra è bellissima.
Non avrà i picchi di estasiante bellezza di Roma, ma ha una quantità infinita di cose da fare - da vedere - da vivere. Ha gente da qualsiasi parte del mondo, è una città che entusiasma proprio per la varietà e per i colori, anche quando è coperta da un cielo plumbeo come nei nostri giorni... E' una di quelle città che può piacere a chiunque, è la città in Europa che probabilmente offre più di tutte qualsiasi cosa.
In un posto del genere ci andrei sicuramente a vivere.
Come un anno fa dopo essere stato a Roma mi ripromisi di tornare, questa volta ho fatto lo stesso... Ma chissà quando sarà l' ora per l' una e l' altra città.
Staremo a vedere...

Intanto consiglio a chiunque non ci sia ancora stato di andare in questa favolosa città e magari di dirlo prima a me. Non avrei troppi problemi a tornarci anche subito.
Lavoro permettendo.

venerdì 4 aprile 2008

London Calling

Finalmente siamo vicini alla partenza...
E' circa un anno che non mi muovo di casa qualora si escludesse la splendida vacanza in quel di Sommariva Perno...
Va beh... Lontani ricordi ormai.

Stasera io e gli altri due beoti, dopo mesi di intensa convivenza, partiamo per questa "tre giorni piena" nella capitale britannica.
Una città a 360°... Già più di una settimana fa mi leggevo la guida ed arrivavo a conoscenza dei luoghi che diventeranno famigliari nei prossimi giorni: Soho, Picadilly, Westminster, South Bank, Hyde Park, Notting Hill, Camden Town ed altri.

Sono piuttosto sicuro che Londra mi piacerà, magari non come Roma, ma mi piacerà.

La scelta alla fine è ricaduta su Londra per motivi economici, sono riuscito ad aggiustarmi abbastanza col lavoro, con qualche piccolo sacrificio e senza dover chiedere troppo a colleghi che altrimenti ti guarderebbero in cagnesco.
Tre giorni pieni per staccare completamente la spina, per pensare solo a cosa vedere e a cosa fare, per divertirsi, e per non lanciarsi in spese folli ovviamente...
Ma per questo, chi conosce me ed i miei compagni di viaggio sa che non ci sarà minimamente pericolo... :-)
Mentre Branzi sta preparando la sua inguardabile borsa del Cus (ebbene sì... anche a Londra!) io saluto il blog per qualche giorno e vado a fare il suo stesso lavoro.

Buon fine settimana a tutti.
London Calling.

giovedì 3 aprile 2008

Pochi lo sanno ma...

Riporto qui sotto un' email inviatami da un amico...

Pochi lo sanno ma la legge prevede la possibilita' di rifiutarsi di votare
e metterlo a verbale.
Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si
rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale.
Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle
schede nulle o bianche o all'astensione dal voto.
Nessun media (chiaramente) ne parla, sembra che i giochi della CASTA siano
gia' fatti, come al solito la gente andra' a votare il "meno peggio".

Nel caso le schede di rifiuto arrivassero a un certo numero ( cosa mai
successa nelle elezioni italiane) la casta avrebbe "qualche problema" nell'assegnare i seggi vuoti e i media saranno obbligati a parlarne.
Fate girare questa mail il piu' possibile, e' l'unica maniera per
fare sentire la voce di tutti quelli che vogliono un sistema con persone veramente nuove e non un branco di professionisti della politica che rubano soldi parlando di niente.

L'astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle
elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum
di partecipazione. Quindi, se per assurdo nella consultazione elettorale
votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida
espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all'attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede.
Altresì le schede bianche e nulle, fanno sì percentuale votanti, ma vengono
ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le
caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel
cosiddetto premio di maggioranza....(per assurdo sempre votando bianca o nulla
se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero
attribuite nel premio di Forza Italia).

Esiste però un METODO DI ASTENSIONE, che garantisce di essere percentuale
votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio
non-voto al partito di maggioranza. E' infatti facoltà dell'elettore
recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale,
AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a
verbale tale opzione; è possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA
BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE VUOLE, L'ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE
LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es.: 'Nessuno degli schieramenti qui
riportati mi rappresenta')'.


Io questa cosa non lo sapeva.
Assumendola per vera al 100% viene da pensare che sia interesse di qualcuno non farla troppo sapere.

Saluti a tutti.

domenica 30 marzo 2008

Il Signor Rossi...

Ho sempre pensato che Valentino Rossi fosse un fenomeno, il più grande pilota di moto in circolazione, uno dei più grandi della storia... D' altronde uno che vince 3 titoli della categoria superiore con distacchi abnormi e 2 con una moto inferiore rispetto alla concorrenza non può che essere ritenuto un fenomeno...
Ma quello di Valentino che è sempre piaciuto a tutti è sempre stato il personaggio.
Un grande. Uno sempre preso bene direbbe qualcuno, uno che non si lamenta mai, uno che si prende le responsabilità degli errori al contrario del suo acerrimo rivale Biaggi che dà sempre colpe a moto o gomme...
Un personaggio pubblico positivo, un esempio per i giovani, una bandiera per l' Italia...

Poi, qualche tempo fa il giocattolo Rossi sembra rompersi.
Viene battuto nella corsa al titolo prima da Nicky Hayden che non è certo un fenomeno, poi dal novello Casey Stoner. Inizia a sbagliare più di quanto faceva, ha qualche episodio sfortunato... Da un paio di anni a questa parte non sembra più invincibile come una volta. E anche Rossi personaggio un po' ne risente... Nelle interviste perde quella simpatia che aveva sempre quando vinceva, la colpa è delle gomme, la colpa è della moto che è troppo più debole di una Ducati o di una Honda...

Sono andato a rivedermi le classifiche dei titoli vinti e i suoi avversari principali sono stati: Max Biaggi, Loris Capirossi, Tohru Ukawa, Sete Gibernau. Ora, non per dire, ma nessuno di questi mi è mai sembrato un fenomeno...
Quando era alla Honda Rossi aveva una moto che era una spanna sopra tutte ed infatti vinceva i titoli con più di 100 punti di distacco. Passato alla Yamaha ha dovuto sempre tirare a mille per vincere perchè la moto era come quella della concorrenza e non superiore... Il primo anno ha battuto di pochissimo Gibernau, il secondo l' ha umiliato.
Gibernau, passato alla Ducati, si è fatto surclassare di brutto da Capirossi...
Questa premessa l' ho fatta per dire che Rossi non ha mai avuto degli avversari che fossero dei fenomeni (almeno, non come lui) e ha lottato per la maggior parte del tempo (4 anni su 5) con una moto nettamente superiore a quella dei rivali.

Da un paio di anni la moto non è più la superiore. Da un paio di anni contano tanto le gomme, in un circuito sono più forti le Michelin, in un altro sono più forti le Bridgestone. Da un paio di anni è arrivata una nuova generazione di piloti e questa nuova generazione dà la grossa impressione di essere fortissima...
Casey Stoner che ha vinto l' anno scorso il titolo, ha imparato a non cadere più e con la Ducati ha surclassato di brutto il pilota che nessuno aveva mai battuto prima con la stessa moto: Loris Capirossi.
Casey Stoner in 250 non ha mai vinto perchè c' era un certo Dani Pedrosa che gli stava davanti. Dani Pedrosa è il classico baby prodigio, uno che ha vinto in tutte le categorie prima di arrivare in MotoGP. E' il pilota di punta della Honda che si affida a lui per tornare grande...
Poi c'è un certo Lorenzo, fresco di due titoli consecutivi in 250... Un altro che sembra predestinato a diventare un grande, uno che corre nello stesso team di Rossi anche se con gomme diverse.
E infine è arrivato Andrea Dovizioso, uno che in 250 non ha mai vinto il titolo solo perchè correva con una moto abbastanza inferiore rispetto a quella di Lorenzo.
Questi piloti giovani sono forti, probabilmente sono i piloti più forti che Rossi abbia incontrato nella sua carriera.

Caro Dottore, è arrivato il momento di mettere a tacere tutti... E' arrivato il momento di dimostrare di essere davvero il più forte...
Ho sentito gente dire che sei finito. Questa è una grossa cazzata, non esiste che a 28 anni tu sia in fase calante, esiste però che a questa età tu abbia gli avversari più forti e grintosi della tua categoria. Esiste che la tua moto non sia più la più forte, esiste che tu debba correre ad armi pari con gli altri.
Ti ho sentito dire che tra 5-6 gare tutti si saranno ricreduti... Benissimo, fai ricredere anche me, voglio vederti battere Stoner e Lorenzo, voglio vedere che vinci un titolo dimostrando che tra i fenomeni il fenomeno vero sei tu, che non ce ne era per la tua generazione di piloti e che non ce ne è neanche per la generazione nuova...

Allora ti considererò il più grande pilota di moto che abbia mai visto. Uno che avrebbe vinto 2 titoli in più se per 2 anni non avesse visto la fortuna voltargli le spalle...
Per quanto concerne il discorso simpatia invece, mi spiace, ma hai perso la mia. Biaggi rosicava perchè perdeva ed era antipatico, tu vincevi ed eri simpaticissimo. Da quando hai iniziato a perdere anche tu non sei più stato molto simpatico... Dichiarazioni poco intelligenti, astio, appelli vari a sfortuna ed a un team che sembra lavorare contro di te.
Inoltre è venuta fuori quella faccenda di evasione del fisco.
Brutta storia.
112 milioni di euro evasi.
112 milioni.
Siccome siamo in Italia, te ne hanno abbuonati un' ottantina e ne pagherai "soltanto" 35. Ammesso che li pagherai...
Sai cosa significa abbuonare 80 milioni di euro?
Sai quante persone come me dovrebbero evadere le tasse per arrivare a quella cifra?
Beh, si tratta di una grossa ingiustizia...
E tu non meriti certo di essere ritenuto un esempio. Un esempio è uno che fa del bene, è una persona onesta e corretta. Non uno che evade le tasse perchè è famoso e perchè tanto gli pareranno il culo.
Per me un esempio non lo sarai mai. Sarai il simbolo di questa Italia, ma sai che questa Italia ha chi a un minimo di sale in zucca proprio non piace.
Ti riterrò il più grande pilota di moto forse, quello sì...
E proprio da oggi potrei iniziare a ricredermi.

Buona domenica sportiva, tra moto e calcio.
Altrimenti, che italiano sarei?!

sabato 29 marzo 2008

Editors @ Alcatraz, Milano

Io e Peter partiamo da Torino in netto ritardo sulla tabella di marcia, passiamo ad Ivrea a posare la roba, raccogliamo super Fabione Petito e super Norbertone Boita e ci avviamo verso Milano con la macchina da donna. L' Alcatraz non è troppo lontano dalla tangenziale anche se un bel traffico e un buon turbinio di gente si accalca attorno alla location del concerto.
In coda scopro con mio grande piacere che i biglietti sono andati sold-out... :-)
L' Alcatraz è un grosso capannone che normalmente funge da discoteca, il palco è ampiamente visibile, memore degli ultimi concerti di Vasco mi fa davvero strana come cosa...

A supportare gli Editors c'è un gruppo di New York, The Mobius Band. Suonano un indie-pop-rock un po' grezzo con campionamenti elettronici non proprio splendidi... I primi due pezzi, anche per l' incertezza iniziale dei suoni, sembrano bruttini... Poi si riprendono e sfornano altri 4-5 brani orecchiabili. Di primo acchito mi verrebbe da dire niente di trascendentale comunque...
Mezzoretta e tocca agli Editors. Dico a Fabione come difficilmente un gruppo inizi un concerto con un pezzo lento ed infatti i ragazzi prontamente mi zittiscono. Un inizio affidato a "Camera" con Tom al piano mi lascia un po' perplesso, comunque i nostri si riprendono subito con la portentosa title-track del nuovo album, "An end has a start". Il pubblico si scalda, noi ci scaldiamo, non si scalda il deficiente davanti a me che continua a stare con le braccia sollevate per registrare interamente il concerto con la fotocamera...
La prima parte del concerto è affidata soprattutto ai pezzi lenti del nuovo album e a quelli veloci del primo. La band è in forma, il vero traino è dato dalla voce di Tom Smith che dimostra di essere un bel front-man... Non fa praticamente mai cantare il pubblico, ma si muove di continuo, sale in piedi sul pianoforte, salta e balla... Il resto della band è un po' più statico, anche se la musica è praticamente affidata in toto alle linee edge-iane di chitarra di Chris Urbanowicz. Su pezzi come "The weight of the world", "All sparks", "Blood", "Escape the nest", "Munich" mi sembra di essere di fronte ad un gran gruppo... Probabilmente questi ragazzi se faranno altri album come l' ultimo non ci metteranno molto a diventare veramente famosi.
Alternano spesso un brano veloce ad uno più lento, tenendosi per la fine le cartucce migliori dell' ultimo... "Bones" viene riproposta in chiusura prima dei bis, "The racing rats" e "Smokers outside the hospital doors" proprio nei bis...
Bel concerto, tutti e quattro siamo rimasti piacevolmente impressionati.

Bel gruppo davvero, peccato solo non abbiano fatto fatto "Wisp in tru the glnfstarps"... Oppure ci sarebbe stata davvero bene una cover tipo "L' elefante e la farfalla" di Zarrillo o "Come mai" degli 883. Io e Peter non capiremo mai perchè non abbiano voluto fare un regalo del genere a noi fans italiani...
Ascoltatevi questi Endemols se non l' avete mai fatto.

venerdì 28 marzo 2008

C'era una volta... un amico...

Quando ti manca una persona è perchè ti manca quella persona per come era e per quello che c' era con quella persona. Non penserei mai al fatto di aver perso una persona se non ritenessi che quella persona era speciale e quel qualcosa con quella persona era speciale.
Difficilmente ti mancherà un amico con cui non sei mai andato d' accordo, difficilmente ti mancherà un ex con la quale avevi un rapporto disastroso.

"E' stata una grave perdita" più volte abbiamo sentenziato.
L' abbiamo detto per intendere che ci manca il fatto di divertirci con qualcuno, di sfottere qualcuno per le sue particolarità, di avere uno di noi da usare come zimbello su cui sfogarsi per qualsiasi cosa.
Non pensiamo che sia stata una grave perdita perchè pensiamo ci manchi un amico, una persona affidabile, onesta e sincera, in grado di farti ridere perchè fa ridere e non perchè lo prendi in giro.
E così ogni volta ci si ritrova a ricordare le nostre gesta nei suoi confronti e a riderci sopra, come allora.
Non c' è niente di male in questo, non possiamo più nuocergli facendolo... Possiamo farci due grosse risate e questo è salutare.
Però poi subito la mente corre al pensiero "sarebbe bello averlo ancora con noi". Magari per quell' occasione potremmo chiamarlo, "magari io per il mio compleanno lo invito". Ma è solo un pensiero egoista...
Non ci importerebbe di ri-avere un amico, ma di ri-avere il nostro giocattolo.
Ci manca il nostro giocattolo, la nostra valvola di sfogo, siamo pensierosi ricordandolo perchè lui è scappato. E si sa che togliere il giocattolo ad un bambino è disastroso, si sa che lui piangerà e che odierà chi glielo ha tolto.

Ormai è un po' di tempo che mi piace ricordare quando ridevamo alle spalle del buon vecchio Daniè, sinceramente quando penso a quei momenti mi manca il momento in sè per le risate incredibili. Quando invece penso a lui mi viene in mente a prima che tutto ciò iniziasse. Penso all' amico, alla persona, a cosa mi piaceva condividere con lui.
Sono gli unici momenti in cui lui mi manca davvero. Penso di aver perso una persona buona, un amico che si sarebbe fatto in quattro per te... E so quanto difficile sia trovare persone del genere.
So che lui ha preso la sua decisione e che mai tornerà indietro. Lo ammiro per questo. Ha avuto il "coraggio" di fare quello di cui nessuno di noi l' avrebbe ritenuto in grado. Forse ha avuto la forza di fare quello che nessuno di noi sarebbe in grado di fare. E' lui ad aver spiazzato noi. E' lui ad aver dimostrato il suo valore in questo.
Credo lui abbia rimosso quei momenti in cui era lo zimbello. Ma credo ancora più fermamente che lui abbia rimosso noi come persone; ci riconoscerà ancora, è ovvio, ma se qualcuno gli chiedesse che persone siamo credo non sarebbe troppo tenero...

Io conserverò sempre un bel ricordo. Mi piace ricordare quando si lanciava nelle imitazioni, quando a Jesolo o in Spagna eravamo in vacanza assieme, quando eravamo andati in Francia in giornata o quando eravamo andati a vedere gli Stratovarius con suo padre e suo fratello. Ci piaceva la stessa musica e ci passavamo i cd; lui era l' intrattenitore principale, io ero la spalla, gli davo gli spunti per le sue gag... Ero il primo a divertirmi tantissimo quando si improvvisava professore o allenatore di basket...

Io conserverò sempre un bel ricordo di lui... Ma lui di me?
Credo mi abbia cancellato. Lo vedo quando mi saluta... Mi saluta perchè mi ha di fronte ma se potesse non lo farebbe. E fa lo stesso con gli altri che come me lo hanno trattato come un deficiente.
Per me lui è un buon amico.
Per lui noi siamo stati dei pessimi amici.
Come dargli torto?
Sarebbe bastato dire "basta" dopo 250 scherzi... Davvero, con lui non sarebbe servito molto di più. Ma non siamo stati capaci.
Saper dire basta è prerogativa dei grandi, molte volte i bambini non ne sono capaci. Soprattutto se il giocattolo prova a sparire... Ma come si permette?!

Siamo egoisti a pensare che ci manchino quei momenti, perchè se ci manca un momento in cui una persona letteralmente soffriva siamo noi ad avere dei problemi.
Sicuramente non lui.
Quei momenti mi sono mancati all' inizio, ora da tanto tempo non mi mancano più.
Mi manca l' amico, il compagno di cazzate... quello sì.
Spero solo anche lui si ricordi ogni tanto di quello che c' era prima che il suo maltrattamento iniziasse...

mercoledì 26 marzo 2008

Uno sguardo allo schermo



IRINA PALM. Premetto che si tratta di un film lento, drammatico, non una commediola come dal trailer poteva sembrare. Nonna di un nipote in fin di vita che deve subire un costoso intervento, Irina Palm si cerca un lavoro per poter ragranellare tanti soldi. E' una donna che nella vita non ha mai saputo far niente, le amiche la prendono in giro per questo... Lei riesce comunque a trovare un lavoro, seppur un po' particolare; non è un lavoro propriamente gratificante, ma per la prima volta nella sua vita scopre di aver talento per qualcosa. Nonostante la lentezza ed una trama riassumibile in 10 minuti, questo è un bel film, godibile, molto nebuloso per un' ora abbaondante quando rappresenta la difficoltà della protagonista alle prese col nuovo lavoro e in generale con la vita. Verso la fine si schiarisce e riesce anche a strappare più di un sorriso... Irina Palm (interpretata dalla cantante Marianne Faithfull) avrà la sua rivincita.
Voto... 3/5!

I PADRONI DELLA NOTTE. Di questi tempi va di moda narrare la storia di due fratelli (Onora il padre e la madre, Sogni e delitti). In questo film uno è poliziotto (Mark Wahlberg), l' altro dirige uno dei locale più cool ma anche più mafiosi di Brooklyn (Joaquin Phoenix). Loro padre è il capo supremo della Polizia (Robert Duvall), uomo onesto e molto rispettato. Padre e figlio indagano sul traffico di droga che gravita proprio attorno al locale e vengono presto a collidere con l' interesse del loro parente stretto che inizialmente non vuole saperne di dargli retta. Una serie di vicissitudini porteranno poi i due fratelli a ricompattarsi e a combattere la mafia russa che domina nella città sul finire degli '80. In due ore di film succede veramente di tutto, sono pochissime le scene girate di giorno, il film parte alla stra-grande (con una gnocchissima Eva Mendes in risalto) e piano piano si stabilizza. Non rallenta mai troppo, ma in alcuni frangenti sembra cadere nel retorico e nell' evitabile. Phoenix è in buona forma, Wahlberg un po' meno, Duvall insegna recitazione ai due ragazzi. E' un film comunque piacevole che piacerà sicuramente a chi ama sceneggiature intrecciate e con colpi di scena.
Voto... 3/5!

ONORA IL PADRE E LA MADRE. Avevo sentito parlare benissimo di questo film e, come al solito, tanta attesa porta ad un po' di delusione. Mi aspettavo il film dell' anno, mi sono trovato di fronte ad un film fatto bene ma che non mi ha preso completamente. Sostanzialmente è un film che racconta in maniera esasperata la morte dei valori morali della società odierna e, giustamente, è un regista 84enne (Sidney Lumet) a mettere in risalto il tutto. Andrew (Phillip Seymour Hoffman) ed Hank (Ethan Hawke) sono fratelli che, alla ricerca di denaro, decidono di svaligiare la gioielleria dei genitori. Tutti e due hanno dei problemi, Andy è il maggiore, ha una buona carriera lavorativa ma è coicanomane ed eroinomane; Hank ha debiti ovunque, non ha i soldi per pagare l' affitto e gli alimenti alla ex-moglie. Il primo ha un carattere in apparenza forte e deciso, il secondo è molto ansioso ed insicuro. Entrambi hanno rapporti sessuali con la stessa donna che è anche la moglie di Andrew (Marisa Tomei). Il film rivive di flashback e flashforward attorno alla rapina della gioielleria che, ovviamente, non finirà come architetttato.
Le prove attoriali sono da oscar, Phillip Seymour Hoffman si dimostra film dopo film uno degli attori migliori di Hollywood, Hawke è bravo come sempre, la Tomei splendida per i suoi 44anni, Albert Finney (Charles, il padre) è uno di quegli attori vecchia scuola che riescono a vivere di luce propria nonostante il confronto con attori più giovani. Il mio giudizio è positivo proprio per gli attori e per il tema dolente ma importante che il regista affronta... Ma sicuramente mi sarei aspettato un film con più mordente, invece ha un ritmo alquanto lento non proprio consono alle follie ed alle esaspazioni della vita moderna.
Voto... 3,5/5!

martedì 25 marzo 2008

Circa 10 volte

Guardavo e osservavo i miei 3 coinquilini compiaciuto.
Compiaciuto di non avere nessun disturbo come loro, di non avere febbre, diarree, debolezze, ecc...

Mi sveglio domenica mattina e la situazione è subito chiara e indubbia: devo essere finito sotto un camion a rimorchio nella notte. Dolori ovunque, in posti impensati.
Brividi, caldo-freddo, nausea... Febbre!
Così passo la giornata pasquale disteso sul divano a leggere, a guardare un film e il nuoto, a dormire.
E' piuttosto chiaro come mi sia stato annunciato l' arrivo dell' influenza.
Ieri mattina sto meglio, non ho più febbre, non ho più dolori... ma tutto si è concentrato in un altro problemino. Fastidioso.
Decido comunque di passare la pasquetta a casa di Peter a Gressoney. La giornata trascorre tranquilla, non mi sento in forma e gli altri un po' se ne accorgono. Ritorno a casa quasi stremato e lì crollo...
Serataccia, nottataccia... Decido di non andare a Torino e di non andare a lavoro.
Ora sto un decimo meglio, ma sono sempre debolissimo.
Quando sto male divento una piattola, non mi piace star male, detesto star male.
Spero di riprendermi in fretta, almeno per lavorare un paio di giorni sta settimana e per essere in forma per il concerto degli Editors di Venerdì sera.

Nei giorni scorsi ho guardato parecchio gli Europei di Nuoto; è uno sport che ho sempre seguito negli ultimi anni. L' Italia è forte, possiamo puntare su tanti atleti di elevato livello internazionale, gente che è già tornata da Olimpiadi e Mondiali con un bel bottino di medaglie. Tra gli uomini le bandiere sono il bicampione mondiale dei 100sl Filippo Magnini e il napoletano Massimiliano Rosolino, tra le donne Federica Pellegrini e la già campionessa europea Alessia Filippi. Tutti atleti che anche in questa manifestazione sono stati protagonisti. Vittorie per la Filippi nei 400misti e negli 800sl, per la 4x200sl maschile, per la Pellegrini nei 400sl con record del mondo. Per il resto tante medaglie che non sto ad elencare.
Eh sì... Il nuoto è uno sport in cui un italiano può fare il record del mondo e sembra incredibile se si pensa ad altri sport in cui è praticamente impossibile (atletica su tutti).
La Pellegrini è stata protagonista di una grandissima impresa. Dopo essere stata squalificata ingiustamente nei suoi 200sl dove probabilmente avrebbe vinto a mani basse e con un tempo da record del mondo, non ha perso la concentrazione e ha convogliato tutte le sue energie nella gara successiva in cui è sempre stata un po' meno forte. Non solo ha stra-vinto, ma ha pure battuto il record del mondo che apparteneva alla rivale (anche in amore) francese Manaudou. Successo e record a parte sono stato piacevolmente colpito da una Pellegrini diversa; mi era sempre stata antipatica per il suo modo arrogante di porsi, stavolta l' ho vista serena, più tranquilla, meno macchina e più umana... Più simile alla simpatia di una Filippi. E i risultati sono stati i migliori di sempre per lei. Un ottimo viatico per le Olimpiadi in cui probabilmente punterà a vincere sia i 200 che i 400...
Rosolino è tornato su livelli (nei 400 stile soprattutto) che non raggiungeva da anni, Magnini non era in forma ma con la forza di volontà è riuscito a strappare un bronzo nei suoi 100 stile.
100sl che hanno visto la vittoria e il doppio record del mondo del francese Bernard che poi, non contento, ha vinto pure i 50 sempre con record. Ecco, volevo spendere due paroline su questo atleta francese classe 1983. Fino all' anno scorso era uno dei migliori interpreti della specialità ma non aveva mai vinto niente di importante e non aveva mai ottenuto nessun crono di rilievo internazionale. Ora a 25 anni (e 25 anni nel nuoto non sono pochi!) è diventato un superman in grado di annientare avversari e precedenti record mondiali.
Nelle interviste sia il suo avversario Magnini che gli allenatori italiani hanno lasciato intendere, non senza ironia, che in questi risultati ci sia del miracoloso. Non credo si tratti di invidia per i risultati, credo semplicemente che per una persona che fa nuoto da almeno 15 anni non sia possibile crescere fisicamente in maniera così mostruosa a quell' età; e non credo sia possibile avere una diminuzione dei crono pari quasi ad 1 secondo o mezzo secondo in discipline veloci come i 100 e i 50 stile libero.
Primati e vittorie in odore di doping, senza ombra di dubbio...

Stamattina mi son fatto cullare dalla voce melodiosa di Cat Power e dagli Okkervil River, per il resto...
...la debolezza rimane, spero di riprendermi presto, così non mi piace stare.
Buona giornata a tutti, attenti a questi cambi climatici, attenti a non prendere freddo ma soprattutto attenti agli amici con qualcosa di simile a me. Non lo dico per portar sfiga ma perchè prevenire è meglio di curare.
Banalità ma verità.

Adieu.

venerdì 21 marzo 2008

...

Mentre perdura la diatriba Londra-Stoccolma...
Io ieri ho firmato.
Per un' altra partenza.
26 Maggio.
6 settimane.
Austria.
Salisburgo.
In concomitanza con gli Europei di calcio... ;-)

E' il mio "Erasmus".
Lavoro, non mi posso assentare per troppo tempo.
6 settimane mi vanno bene.
Almeno finalmente ci si muove un po'.

Dovrò parlare solo inglese, finalmente imparerò un po' di inglese.
Anche se, quando si renderanno conto del mio livello di partenza, credo si pentiranno di avere accettato la mia domanda.
E' uno SVE.
E' un finto SVE.
Uno SVE vero dura dai 6 ai 12 mesi.
SVE = Servizio Volontario Europeo.
Senza sbattersi troppo, si occupano di tutto le associazioni che ti mandano e che ti ricevono.
Non sei pagato, è un volontariato.
Ti danno un budget mensile miserevole, però hai vitto e alloggio gratuiti.

Sarà una residenza universitaria sulla montagna di Salisburgo... :-)
Saranno gli Europei di calcio... :-)
Sarà un' esperienza, in ogni caso... :-)

Buona Giornata a tutti.
Anzi, notte...